Comunicati stampa: quando la notizia diventa spazzatura

Ammetto che l’argomento sul quale voglio soffermarmi in questo post è uno dei più dibattuti in Rete.

Sebbene fino ad oggi ho sempre glissato, questa volta, pero’, sono fortemente ispirata e soprattutto determinata a spiegare come una notizia divulgata in Internet diventi spesso inutile e soprattutto “degna di essere cestinata”. In questi anni ho osservato come Internet spesso si presti a giochi e trucchetti che rendono il media più democratico del mondo come il più manipolabile. La moda dell’invio e inserimento di comunicati stampa (press releases in lingua inglese) è un fenomeno sempre più diffuso e, allo stesso tempo, sempre più inutile. Eccezion fatta per siti degni di nota e soprattutto abilitati alla ricezione di comunicati stampa, oramai i “contenitori” si confondo sempre più tra le sezioni di un blog personale e quelle di un sito tutto fare. Un modo per sfruttare il contenuto di altri al fine di guadagnare spiccioli di AdSense che negli ultimi tempi stanno diventando sempre meno abbondanti.

Cio’ premesso, sottolineo che un comunicato stampa nasce con lo scopo di divulgare la nascita di una nuova iniziativa, di far conoscere un evento, di presentare un nuovo prodotto alla stampa di settore. In pratica il comunicatore (l’addetto stampa, appunto, professionista del giornalismo o del mondo della comunicazione) informa la stampa (l’unico vero destinatario) di tutto questo. Il giornalista, di solito, dopo un’accurata analisi, sceglie se prendere spunto o meno dal comunicato per realizzare una notizia. Oltre ad un mittente (il comunicatore) ed un destinatario (il giornalista) c’è il mezzo di diffusione che è rappresentato da un giornale cartaceo, radio, TV e Internet.

Alla luce di tutto questo è ben chiaro che in Internet questa sorta di “catena” viene stuprata e spezzata da avventori dell’ultima ora che hanno il solo scopo di far diventare la Rete come una discarica dove il copia e incolla (classico non solo dei comunicati stampa ma di tutte le notizie in genere) non è un cattivo costume ma addirittura un vezzo. Una violazione del diritto d’autore perpretata ogni giorno a danno di chi ha ancora qualcosa da dire e forse anche da fare. Di questo mal costume se ne è accorto addirittura Google, il motore di ricerca più diffuso che negli ultimi tempi attua il suo benedetto “filtro antiduplicazione” eliminando dal proprio indice gli articoli copiati. Per la verità la sua missione non sempre riceve gli applausi poichè non sempre è infallibile ma i suoi algoritmi si stanno sempre più affinando. La violazione del diritto d’autore, in ogni modo, è un reato penale e prevede danni morali e rimborsi anche pecuniari.

Sorvolo sui comunicati stampa mal scritti (da pseudo comunicatori dell’ultima ora), spesso di poche righe e che non comunicano nulla. A volte hanno la firma di “Ufficio Stampa” ma di stampa hanno solo la parola. In diversi casi, infatti, non c’è nessun rappresentante della stampa in tutta la “catena”: dal committente a chi diffonde.

Ecco il mio consiglio ai comunicatori e ai lettori.
Ai primi suggerisco di evitare l’inserimento di comunicati stampa in tutti i siti presenti in Internet. E’inutile e dannoso. Inutile perchè Google filtra la maggior parte dei comunicati stampa duplicati. E’ dannoso perchè un vostro cliente autorevole potrebbe trovarsi accanto ad un vicino fuori target e soprattutto dalla cattiva reputazione.

Ai secondi, soprattutto ai più giovani, suggerisco di aggiornarsi leggendo le notizie solo sui siti giornalistici e sui blog originali oltre che autorevoli.

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