Giornalisti e giornalai, la Rete diventa sempre meno veritiera

Torre di BabeleSono conscia di far storcere il naso a molti degli utenti della Rete e ai  membri attivi di questo fantastico media che è Internet. La mia consapevolezza, però, non mi esime dall’esprimere il mio pensiero su cosa stia accadendo oggi ai contenuti che viaggiano alla velocità della luce grazie ad Internet. Tanto più che mi servo del mio blog personale per esternare le mie perplessità. Senza volermi perdere ulteriormente in “chiacchiere” come si dice dalle mie parti, vado al dunque.

Negli ultimi tempi noto con una frequenza sempre più intensa un proliferare di blog. Fin qui niente di nuovo, in fondo anche io utilizzo uno strumento analogo per esprimere le mie opinioni. Già, le mie opinioni. Ed è proprio a questo che mi riferisco. L’idea dei blog, dei diari personali, è un’idea democratica. Nel pieno rispetto del diritto di informazione e di parola, ognuno di noi esprime la propria opinione. Chi legge è ben conscio di ricevere il pensiero dello scrittore e, soprattutto, le opinioni di chi anima il blog. Ma i blog, a mio modesto avviso, non sono fonti giornalistiche. Purtroppo, pero’, questo mio modo di pensare non trova riscontro in Rete. Pertanto, nella giungla dei motori di ricerca (spesso è la porta di ingresso di chi accede a Internet), si trovano sempre più articoli copiati, aridi, senza informazioni e idee personali fatte passare per verità inconfutabili. Insomma, il mestiere di giornalista sta sempre più scomparendo e l’informazione viene sempre più manipolata.

Come se non bastasse, inoltre, da un po’ di tempo hanno fatto capolino gli aggregatori di news e di blog. Un modo per dare in pasto agli utenti notizie a chilo. Sì, proprio a chilo, perchè da un po’ di tempo le notizie si misurano così. Per non parlare della verifica della news prima della sua pubblicazione, roba di altri tempi e dovere del giornalista che sembra sia rimasto tale solo sulla carta.

Infine, noto sempre più che la legge sull’ editoria che obbliga la registrazione di un sito di informazione al tribunale di competenza, viene sempre più ignorata e a volte calpestata come se una legge fosse tale solo per il legislatore. Già, molti pensano che tale legge voglia imporre una censura, un bavaglio, mentre invece è una legge che regolarizza l’informazione che, sostanzialmente, deve essere ben separata dalla propria opinione. Un blog raccoglie i propri spunti, le proprie esternazioni e in quanto tale non è testata giornalistica, un sito di news invece informa e, in quanto tale, deve essere testata giornalistica.
Semplice, vero? Eppure non è così. Molti blog si improvvisano anche fonti di news con la presunzione di informare e con la consapevolezza che la legge sull’editoria è da evitare per non essere sottoposti agli obblighi di legge. Questo comportamento lo trovo scorretto, come trovo poco edificante il fatto che molti si professino giornalisti senza essere iscritti all’albo (è giornalista chi è iscritto all’albo dei giornalisti). Per fare il medico bisogna essere iscritti all’albo, per fare l’architetto altrettanto, non capisco perchè lo svolgimento della professione giornalistica non debba essere considerato alla stessa stregua. Ma tant’è…Mi fermo qui perchè non voglio più “mettere carne al fuoco” ma non nascondo che ho nostalgia della lettura di un buon articolo, scritto con tanto di informazioni utili e soprattutto verificate.

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