Marketing del turismo: 5 errori da evitare oggi per non restare indietro * Anna Bruno

Il marketing del turismo oggi è cambiato: 5 errori che continuiamo a fare

In molti casi si continuano a usare strumenti e approcci vecchi di dieci anni. Ma il turismo è cambiato. In questo articolo ti mostro cosa non funziona più e come aggiornare la tua comunicazione.

Strategie di Marketing turistico - Foto ABAI

Per anni abbiamo pensato che bastasse partecipare a una fiera, stampare qualche volantino, aprire un profilo social e mettere un bel logo per fare marketing turistico. Ma il mondo del turismo è cambiato in modo radicale: il viaggiatore di oggi è digitale, informato, esigente, e spesso più veloce delle destinazioni che dovrebbe scoprire. Non basta esserci: serve esserci nel modo giusto.

Eppure, tanti operatori continuano a usare approcci superati, convinti che “ha sempre funzionato così” sia una giustificazione sufficiente. In questo articolo voglio mostrarti 5 errori ricorrenti che vedo ancora oggi e spiegarti perché non funzionano più. Non per fare polemica, ma per aiutarti ad aggiornare la tua comunicazione e riconquistare attenzione e risultati concreti.

1. Partecipare a fiere inutili (senza strategia)

Le fiere del turismo possono ancora avere senso. Ma solo se si inseriscono in una strategia coerente e ben pianificata. Troppo spesso invece si partecipa a eventi solo per “esserci”, senza una chiara idea di cosa comunicare, a chi rivolgersi, che obiettivi raggiungere. La presenza in fiera dovrebbe essere l’ultimo anello di una catena ben strutturata: dalla definizione del target alla narrazione della destinazione, dalla creazione di strumenti utili all’acquisizione di contatti reali. Altrimenti diventa solo un costo (di allestimento, viaggio, personale, materiali) senza ritorno.

Se ti riconosci in questa dinamica, forse può esserti utile leggere questo approfondimento su perché un piano marketing senza direzione non serve.

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2. Usare i social solo per postare offerte e foto

I social media sono diventati uno dei canali principali per il turismo. Ma usarli solo per pubblicare qualche offerta last minute o la solita foto del tramonto non basta più. Le persone cercano esperienze, autenticità, contenuti che ispirano e raccontano. Invece molti profili di destinazioni e operatori turistici somigliano a dei volantini digitali: impersonali, ripetitivi, autoreferenziali. Un errore che deriva da una visione distorta del contenuto: pensiamo a cosa pubblicare, ma non ci chiediamo se serve davvero a qualcuno.

La domanda giusta da farsi è: questo contenuto è utile e anche strategico? Se ti incuriosisce questo tema, ho scritto un articolo che approfondisce proprio questa differenza: La strategia viene prima dei contenuti.

3. Stampare (o peggio, inviare) volantini digitali

C’è ancora chi, nel 2025, si ostina a inviare PDF pesantissimi con descrizioni di pacchetti, prezzi, offerte. Non è solo una questione di formato (anche se i PDF su mobile sono un incubo): è proprio un problema di mentalità. Il marketing turistico moderno non è un volantino da diffondere. È una conversazione da avviare. Serve creare contenuti digitali fluidi, che si adattino ai device, che rispondano a bisogni reali. E soprattutto serve raccogliere feedback, ascoltare, aggiornare.

Se ti sembra che il tuo materiale promozionale sia rimasto fermo a dieci anni fa, chiediti se stai costruendo valore o solo facendo “presenza”. In questo senso ti consiglio anche questo articolo sui KPI che contano davvero nel turismo.

4. Scegliere testimonial sbagliati (per visibilità e non per coerenza)

Le collaborazioni con influencer e ambassador possono essere molto efficaci, ma solo se nascono da una selezione strategica e non da un’ossessione per i numeri. Un errore frequente è scegliere testimonial solo perché hanno tanti follower, senza considerare se sono davvero credibili per quel pubblico o quel tipo di esperienza.

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Un travel influencer che parla solo di resort di lusso può non essere adatto a promuovere un cammino lento tra i borghi. Un creator che sponsorizza di tutto può danneggiare l’immagine della tua destinazione. I numeri contano, ma la coerenza di più. In questi casi, una strategia inbound mirata aiuta a capire prima a chi vogliamo parlare e con quali messaggi.

5. Ignorare l’importanza della customer journey

Molte destinazioni e operatori si concentrano solo sulla fase promozionale: attirare il visitatore. Ma dimenticano tutto il resto del percorso. Cosa succede una volta che la persona clicca, chiama, arriva sul posto? Come prosegue l’esperienza? Il marketing non finisce con un click. Inizia lì. Ogni tappa del viaggio – dalla prenotazione alla permanenza, dal check-out al follow-up – è parte dell’esperienza e incide sulla reputazione. Ignorarla è un errore grave. Peggio ancora è affidarsi a strumenti obsoleti, siti non aggiornati, comunicazione disorganica.

Il marketing del turismo moderno deve essere integrato, fluido, trasversale. E questo vale per destinazioni, hotel, agenzie, ristoranti, musei.

Come aggiornare davvero la comunicazione turistica

Se ti sei ritrovato in uno o più di questi errori, niente panico. È normale: il cambiamento richiede tempo. Ma proprio per questo va affrontato con consapevolezza. Ecco alcuni suggerimenti pratici per iniziare subito:

  • Rivedi la tua strategia: non iniziare dai post, ma dalle persone. A chi vuoi parlare? Con quali obiettivi?
  • Crea contenuti rilevanti: non solo belli o emozionali, ma davvero utili per il viaggiatore.
  • Semplifica i percorsi digitali: siti mobile friendly, pagine rapide, call to action chiare.
  • Analizza i dati veri: smetti di contare like e inizia a misurare prenotazioni, richieste, conversioni.
  • Forma il tuo team: se chi comunica per te non è aggiornato, rischi di danneggiare tutto il lavoro.
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Il turismo è uno dei settori più dinamici, emozionali e competitivi che esistano. Ma è anche uno dei più lenti ad aggiornarsi nella comunicazione. È il momento di cambiare passo.

Conclusione

Continuiamo a usare strumenti vecchi perché ci danno l’illusione di sicurezza. Ma la sicurezza vera, oggi, è nella strategia, nella conoscenza del pubblico, nella capacità di ascolto. Fare marketing turistico oggi significa investire nella relazione, nella reputazione e nell’esperienza. È un lavoro di lungo periodo, ma è anche l’unico modo per restare visibili, rilevanti e competitivi.

Se vuoi parlarne insieme, capire dove puoi migliorare, o semplicemente avere un confronto su come rilanciare il tuo marketing, puoi richiedere una consulenza gratuita.

Il primo passo è riconoscere che qualcosa va cambiato. Il secondo è decidere da dove iniziare.



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